Nel cuore di Hudayriyat Island, due nuovi luoghi iconici ridefiniscono l’esperienza del surf: Ilios Beach Club e Nalu Surf Club. Incastonati all’interno del progetto Surf Abu Dhabi, la più grande e avanzata struttura al mondo per onde artificiali realizzata da Modon Properties, questi spazi non sono solo ristoranti o lounge: sono paesaggi architettonici viventi, pensati per accogliere il corpo e l’anima di chi ha fatto dell’oceano — anche artificiale — il proprio tempio.
Firmati dallo studio Elastic Architects, Ilios e Nalu si muovono in perfetta sintonia con la filosofia del surf: connessione con la natura, ritmo, fluidità e potenza. Due anime complementari che convivono nel medesimo universo, offrendo esperienze sensoriali e visive diverse, ma profondamente connesse tra loro, come le maree di un’unica onda.
L’approccio progettuale di Elastic è immersivo e coreografico: lo spazio si muove, avvolge, danza. Le architetture sembrano imitare le curve morbide delle onde e le traiettorie dei surfisti, trasformando il design in performance. Entrare in Nalu o Ilios è un po’ come tuffarsi nel cuore di un’onda: si attraversano ambienti dove le linee curve, i materiali naturali e la luce costruiscono un ritmo sensoriale che alterna intensità e calma, energia e contemplazione.
Il linguaggio formale si ispira al movimento del surfista: dalla sabbia calda alla cresta dell’onda, fino alla quiete del tramonto. Il percorso narrativo si dispiega tra ristoranti, lounge e bar, in un viaggio esperienziale e quasi cinematografico, dove ogni spazio ha una funzione ma anche un’emozione specifica da evocare.
Nel progettare Ilios e Nalu, Elastic ha saputo coniugare sapientemente una matericità profondamente radicata nel contesto mediorientale con una palette cromatica e tattile che richiama il mondo naturale del surf. Le superfici sono vive: travertino, legni come teak e iroko, vetri scanalati, corde intrecciate e intonaci materici si susseguono, generando un effetto tattile e visivo di grande raffinatezza.
Non si tratta di mera estetica decorativa, ma di un linguaggio architettonico sensoriale che mira a costruire un dialogo tra lo spazio e chi lo abita. Le pareti rivestite in fibre naturali e i giochi di luce – sia naturale che artificiale – creano ambienti che respirano, aperti al vento e alla luce, come la pelle salata di un surfista appena uscito dall’acqua.
Ilios e Nalu si distinguono per personalità e vocazione. Ilios Beach Club è la parte sofisticata del duo: eleganza solare di giorno, fascino magnetico di notte. Il ristorante al piano terra si apre armoniosamente sull’esterno, mentre il lounge al primo piano regala scorci scenografici e un’atmosfera rarefatta perfetta per l’aperitivo. Quando cala il sole, il bar si accende di energia in un crescendo visivo e sensoriale che trasforma lo spazio in una vera esperienza notturna.
Nalu Surf Club, invece, incarna lo spirito del surfista: casual, dinamico, autentico. Al piano terra, il ristorante ha un tono più easygoing, con una vocazione all-day perfetta per chi arriva bagnato d’onda e voglia di sole. Al piano superiore, la VIP lounge offre un’oasi più intima e rilassata, perfetta per un break pomeridiano o un dopocena tra amici.
Entrambi gli spazi sono progettati per favorire l’incontro, la socialità, il senso di comunità: proprio come accade in acqua, quando si aspetta l’onda giusta chiacchierando con chi condivide la stessa passione.
Con Ilios e Nalu, Elastic Architects dimostra come il surf non sia solo sport, ma filosofia di vita e soprattutto potente ispirazione progettuale. Qui non c’è nostalgia dell’oceano “vero”, ma la volontà di reinterpretarne l’essenza in chiave contemporanea e urbana, mettendo al centro il corpo, la materia e la luce.
Nel cuore del deserto, tra onde artificiali e design d’avanguardia, prende forma un nuovo modo di vivere lo spazio: fluido, elegante, immersivo. Un tributo al surf, sì — ma anche al potere evocativo dell’architettura quando riesce a parlare la lingua delle emozioni.
Photo credits: Erieta Attali | Nalu & Ilios Surf Abu Dhabi - archdaily.com